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>>>>.euribor (indice per tasso variabile) Tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell'Unione Europea cedono i depositi in prestito. E' utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.
>>>>.euris (indice per tasso fisso) Tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso. E' diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell'Unione Europea realizzano l'Interest Rate Swap. E' detto anche IRS.
>>>>.euribor, considerazioni
L'Euribor è un indice. Rappresenta cioè la rilevazione di una situazione di mercato, così come il valore di un termometro è un indice della temperatura.
L'Euribor è un indice. Rappresenta cioè la rilevazione di una situazione di mercato, così come il valore di un termometro è un indice della temperatura.
Come indica il suo nome per esteso, "Euro Interbank Offered Rate", l'Euribor è il tasso medio a cui avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le grandi banche europee.
Si tratta quindi un'indicazione molto affidabile del costo del denaro, perché chi più delle banche sa comprare e vendere soldi al prezzo giusto?
La rilevazione dell'Euribor avviene tutti i giorni lavorativi così che il suo valore è sempre perfettamente aggiornato.
L'affidabilità dell'Euribor ha indotto praticamente la totalità delle banche ad ancorare ad esso l'oscillazione dei mutui a tasso variabile che propongono.
>>>>.quando e perché cambia l'Euribor?
L'Euribor è un indicatore del costo del denaro assai sensibile alle attese sui mercati.
Quasi sistematicamente anticipa i tempi registrando le variazioni anche settimane prima che
la Banca Centrale Europea comunichi un ritocco del costo del denaro.
Appena i mercati tendono al rialzo o al ribasso, immediatamente l'Euribor vi si adegua.
Per esempio se si prevede un aumento dei tassi tra tre mesi, gli Euribor a una settimana o a un mese resteranno piuttosto indifferenti, mentre quelli a tre o sei mesi punteranno subito verso l'alto.
Alla base i fattori che determinano le fluttuazioni dei tassi sono molteplici. Per esempio la volontà di promuovere lo sviluppo tende a far contenere i tassi, favorendo l'indebitamento e quindi gli investimenti delle imprese.
Un'economia che cresce troppo rapidamente può invece essere contrastata con l'aumento dei tassi di interesse, scoraggiando il ricorso al sistema finanziario.
Una valuta che tende ad indebolirsi può essere rafforzata dall'afflusso di capitali attratti da tassi più alti, e viceversa.
Ma le leggi dei mercati sfuggono alle volontà delle banche centrali, che spesso non possono che adeguarsi a situazioni di fatto, provocate da squilibri internazionali o talvolta da ondate speculative vere e proprie.
Intanto l'Euribor resta lì alla finestra, sempre pronto a recepire qualunque segnale e ad adeguarvisi. Entro le 11 del mattino seguente!
>>>>.effetto delle variazioni dell'Euribor sulla rata. Le oscillazioni dell'Euribor influenzano direttamente la rata del mutuo a tasso variabile.
Tuttavia l'effetto verrà recepito solo dal momento dell'aggiornamento e graverà unicamente sul debito residuo.
Per momento di aggiornamento si intendono le cosiddette "epoche di revisione". Cioè i giorni in cui periodicamente il mutuo fotograferà la situazione dell'Euribor e vi si adeguerà, restando poi invariato fino al successivo aggiornamento (vedi l'approfondimento: "Le epoche di revisione dei mutui a tasso variabile").
L'oscillazione Euribor riguarderà tuttavia solo il debito residuo, perché su quello si calcola la quota interessi che costituisce parte della rata.
ESEMPIO: Consideriamo un mutuo decennale di 100.000 Euro, al tasso del 4%, che corrisponde ad una rata mensile di 1.012 Euro.
Diciamo che dopo un anno, quando il capitale residuo sarà sceso a 91.700 Euro, sopravvenga un aumento dello 0,50%. L'incremento avrà effetto sul debito residuo e comporterà un aumento della rata di 22 Euro.
Lasciamo che passino altri 8 anni senza variazioni. Il debito residuo a quel punto si sarà assottigliato fino a 12.100 Euro. Incidendo su una quota di capitale modesta, un altro incremento dello 0,50%, pur se identico al precedente, comporterà un aumento di rata di soli 4 Euro.
A occhio e croce e con criterio assolutamente empirico si consideri che per ogni punto percentuale di variazione la rata mensile cambia dello 0,05% del capitale residuo (5 Euro ogni 10.000), quasi indipendentemente dalla durata del mutuo.
ESEMPIO: un mutuo il cui capitale residuo è di 100.000 Euro vede cambiare la rata di circa 50 Euro mensili se la variazione è dell'1% o di 25 Euro nel caso dello 0,50%
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